La pasticceria ottomana tra miti e tradizioni

La pasticceria ottomana tra miti e tradizioni

Presso il Centro culturale turco Yunus Emre di Roma a Palazzo Lancellotti, si è svolto un incontro ravvicinato con i Dolci Tradizionali Ottomani. Alla presenza dell’Ambasciatore di Turchia Murat Salim Esenli, Ihsan Akbulut direttore del Museo di Ünye ha presentato la relazione “L’importanza e le funzioni dei dolci nella tradizione turca dall’Impero Ottomano fino ad oggi”, illustrata con fotografie, miniature e aneddoti storici sui dolci più antichi e popolari quali l’halva, il baklava, l’aşure, i lokum e molti altri, cui ha fatto seguito un live show cooking e una degustazione di vari tipi di dolci, oltre ad una dimostrazione culinaria dal vivo dello chef professionista Ercan Yılmaz.

L’iniziativa è stata realizzata dalle città di Ordu e Ünye e dall’Associazione delle Donne Imprenditrici, le cui delegazioni hanno sviluppato una proposta di gemellaggio con Ascoli Piceno.

L’Impero Ottomano assorbì le tradizioni gastronomiche persiane, greche e fenicie rivisitandole e diffondendole in tutto il vasto territorio dominato, dall’India alla Serbia, mentre influenzò tutte le altre culture sotto il profilo politico, economico e culturale, costruendo una civiltà che ampliava continuamente i suoi confini geografici.

Dell’arte culinaria ottomana sono giunte a noi la carne alla tartara, il kebab, la sfoglia, le salse allo yogurt, le bevande fermentate.

 

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